TRE CHILOMETRI ALLA FINE DEL MONDO
di Emanuel Parvu
È una peculiarità del cinema romeno quella di introdurci nell’orrore che si cela nella vita quotidiana. Immersi nella natura di un villaggio sulle rive del Mar Nero, nei pressi di Tulcea, due coniugi trascorrono l’estate col figlio 17enne Adrian, che studia in città ed è di ritorno per le vacanze, assieme all’amica Ilinca che i genitori vedono come una possibile fidanzata. Il padre è un barcaiolo ed è indebitato con Zentov, uomo che ha le mani in pasta dappertutto ed è amico del capo della polizia locale. Adrian trascorre la serata in discoteca con un amico di Bucarest, e quando torna a casa il padre scopre che è stato malmenato. Dopo la visita medica e la denuncia, si scopre che a stenderlo sono stati i figli di Zentov, perché l’hanno sorpreso in teneri atteggiamenti con l’amico. Di colpo, quando la verità viene a galla, la solidarietà svanisce e, mentre il boss chiede di ritirare la denuncia in cambio dell’azzeramento del debito, i genitori avviano una crociata personale per redimere il figlio, reo di essersi macchiato del peggiore dei delitti… Adrian sarà sottoposto ad un esorcismo light (“per quello vero ci vuole l’autorizzazione dell’episcopato”), sarà rinchiuso in camera senza cellulare e si prospetta il trasferimento coatto in monastero, tutto pur di guarirlo.
La natura è incantevole, la vita scorre placida ma siamo in pieno medioevo, tra superstizione e paura dello scandalo: soltanto l’amica fidata continua a cercarlo, finché arrivano i servizi di emergenza della contea a difesa dell’infanzia. Qui il regista affonda la zampata tipica del cinema romeno, che sa sorprendere e annichilire con poche ma intelligenti svolte narrative, con un sapiente senso dell’ellissi che omette gli eventi più tragici o clamorosi per concentrarsi sulle reazioni dei protagonisti, sulle interazioni con dialoghi e sussurri centratissimi: la zelante funzionaria che interroga genitori, prete, assalitori per portare a galla la verità, non tanto o non solo dell’aggressione ma di quello che è successo poi, fino all’arrivo di una telefonata dalla sede centrale…
Il quadro sociale, tratteggiato con nitore implacabile, è avvilente; la temperatura cinematografica elevata per l’orchestrazione degli eventi e la regia, che ci immerge negli ambienti con naturalezza e discrezione, lascia che l’incredibile coercizione e il sopruso parlino da sé, fino al bel finale di scioglimento dell’incubo, senza consapevolezza né rimorso. Bello e agghiacciante.
Mario Mazzetti
TRE CHILOMETRI DALLA FINE DEL MONDO
di Emanuel Parvu
Romania 2024 - colore 105’
Titolo originale: Trei kilometri pâna la capatul lumii
Sceneggiatura: Emanuel Parvu, Miruna Berescu
Fotografia: Silviu Stavila
Montaggio: Mircea Olteanu
Interpreti: Ciprian Chiujdea, Bogdan Dumitrache, Laura Vasiliu, Valeriu Andriuta, Ingrid Berescu, Richard Bovnoczki
Produzione: FamArt Productions, MMS Communications
Distribuzione: Academy Two

