MY FATHER'S SHADOW

di Akinole Davies jr.

Un gran bell’esordio, che rielabora con tenerezza e poesia una storia insieme pubblica e privata, questa coproduzione anglo-nigeriana che ha debuttato al Certain Regard di Cannes: dopo l’apprezzato corto Lizard, Akinola Davies jr ha diretto - e scritto con il fratello Wale - un omaggio al padre, scomparso prematuramente nel marasma sociale che conseguì alle elezioni democratiche del 12 giugno 1993 in una Nigeria che sperava di uscire da dieci anni di dittatura militare, con una serie di colpi di stato destinati a durare ancora.

Il leader della nazione Babangida, di fronte all’ipotesi della sconfitta, annullò le elezioni dopo giornate convulse durante le quali ci fu il massacro di Bonny Camp, negato dal regime. La vicenda narrata dal film assume il punto di vista, nella dolcezza di una memoria alterata dal tempo, o dal sogno, di due fratelli di 11 e 8 anni, abituati alla lontananza del padre, che lavora in fabbrica a Lagos mentre la madre si arrabatta nel villaggio tra lavori e la cura dei figli: un giorno d’estate, il padre torna a casa il tempo di cambiarsi, e a fronte del turbamento dei figli di fronte alla prospettiva di salutarlo di nuovo, li porta con sé nella metropoli, per un viaggio in giornata che, scopriremo, ha l’obiettivo di riscuotere sei mesi di stipendio non pagati.

Il paese è in piena crisi economica, e tra un bus rimasto senza benzina e passaggi vari ha inizio una giornata di contrasti, incontri, confronti che vede i ragazzini testimoniare una realtà edulcorata dalla narrazione paterna ma quanto mai dura; una giornata di riavvicinamento, che ha il sapore dolceamaro di tanti piccoli dettagli che i due autori restituiscono con sapienza, piccoli tocchi e scenari tra il degrado e la bellezza della natura che favoriscono l’empatia dello spettatore, in particolare verso un uomo che poco a poco manifesta ai figli una debolezza e una nobiltà d’animo, l’aspirazione condivisa a un futuro migliore e un amore trattenuto dal sacrificio, simboleggiati da una ricorrente epistassi, oltre che da incontri con persone preoccupate per la sua sorte.

Un’ombra, come annuncia il titolo; una figura mitizzata che, come annuncia la voce fuori campo del fratello minore (Akinole, come il regista), “incontrerò nei sogni”. Intenso, ben diretto e montato, dalla provincia nigeriana e da un passato purtroppo ancora attuale in molti paesi africani il film riesce a parlare allo spettatore occidentale, comunicando angoscia ma anche speranza nella giustizia e nell’autodeterminazione.

Mario Mazzetti

 

MY FATHER’S SHADOW
di Akinole Davies jr.
Sceneggiatura: Wale Davies, Akinola Davies jr.
Fotografia: Jermaine Canute Bradley Edwards
Montaggio: Omar Guzman Castro
Musiche: Duval Timothy, CJ Mirra
Interpreti: Sope Dirisu, Godwin Chiemerie Egbo, Chibuike Marvellous Egbo
Produzione: Element Pictures, Fatherland Productions, BBC Films, BFI, Crybaby
Distribuzione: Mubi
Regno Unito/Nigeria 2025 – colore 93’