L'ESTRANEA

di Paolo Strippoli - Venezia 83

Concorso

Alla quarta regia (la terza in solitaria), si può dire che Paolo Strippoli abbia diretto l'opera della maturità, peraltro in continuità con le opere precedenti, improntate a un horror d'autore affidato a interpreti di pregio e ad atmosfere di inquietudine psicologica, senza abbracciare scorciatoie né iper-violenza. Anche qui una pioggia incessante sferza la Capitale, come in Piove; anche stavolta si fa ricorso a espedienti estremi per allontanare il dolore, come ne La valle dei sorrisi. Eppure, dopo Roma e i paesaggi montani del Nord-Est, Strippoli torna nella natia Bari per affrontare l'evoluzione di una famiglia che prospera negli anni '90 grazie alla sartoria del padre (Adriano Giannini), ripercorsa retrospettivamente dalla madre (Jasmine Trinca) alla figlia (Romana Maggiora Vergano) in una giornata di tregenda ambientata ai giorni nostri.

La donna si lascia andare a un racconto che collega tra loro, faustianamente, le disgrazie e tragedie che hanno colpito il nucleo familiare nel corso degli anni, in un do ut des provocato da una misteriosa e diabolica signora (una Valeria Bruni Tedeschi all'ennesima potenza) che provoca, propone, dispone fino allo scioglimento che denota, in filigrana, l'instabilità mentale della voce narrante, in una distorta rappresentazione della maternità come protezione dei figli, “come un ombrello per proteggervi dalla pioggia, anche se in questo caso la pioggia sono io”.

Suddiviso in capitoli, ciascuno con al centro un componente della famiglia, L'estranea intreccia abilmente, con una padronanza di stile che, dato il genere, può ben ambire a una circolazione internazionale (il film, in concorso a Venezia, è in cartellone anche a Toronto nella sezione Midnight Madness), visioni di gorghi - dal formicaio lynchiano che dà la stura agli eventi ai vortici celesti - e riprese geometriche, un montaggio magistrale (a firma Federico Palmerini) e musiche (quelle originali sono di Rob) adatte ad ogni picco emotivo.

Ogni famiglia, si sa, ha i suoi segreti e Strippoli è molto abile nel rappresentare con toni e ritmi personalissimi angosce, preferenze, identità represse, incubi personali e collettivi, dispiegando con sapienza effetti speciali (il finale apocalittico con tanto di diorami) ed eventi collettivi (la finale dei Mondiali 2006), in un frullato di eventi che non potranno che soddisfare ogni spettatore aduso al genere.
Mario Mazzetti

 

Sceneggiatura: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico
Fotografia: Cristiano Di Nicola
Montaggio: Federico Palmerini
Musiche: Rob
Interpreti: Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi
Produzione: Propaganda Italia, Dinamo Film, Kazak Productions, Tarantula, Rai Cinema
Distribuzione: 01
Italia/Francia/Belgio 2026 – colore 115'