LA CITTA' DEI VIVI

di Edoardo Gabbriellini - Venezia 83

Orizzonti - in concorso

La versione per il grande schermo del libro di Nicola Lagioia, la cui lettura è caldamente consigliata a ogni tipologia di lettore/lettrice, è un miracolo di sottrazione: il libro descrive, con toni analitici, sociologici, talvolta apocalittici riguardo alla città di Roma, e un approccio alla Carrère nel porre l'autore a confronto con la vicenda ricostruita, il brutale e insensato omicidio di Luca Varani che nel 2016 sconvolse l'opinione pubblica. Chi voglia farsi un'idea chiara della vicenda dovrà affidarsi alla carta stampata in quanto il film, cui ha collaborato lo stesso Lagioia, è interamente incentrato su Luca: non diremo “la vittima”, in quanto il regista racconta dal principio la storia di un 23enne di periferia determinato ma confuso, che non sa ancora cosa vuole dalla vita, salvo sistemarsi con la fidanzata che ama ma che tende ad allontanare.

Dopo aver lasciato il liceo, Luca studia controvoglia alla scuola serale; aiuta il padre, che ha un furgone di dolci, e poi sostituisce l'amico più caro come apprendista in un'officina. Alla ricerca di soldi facili, stanco di farsi offrire la cena dalla ragazza che lavora in un ristorante, un giorno incontra un ragazzo che si prostituisce nei pressi della stazione Termini, e finisce per seguirne le orme, frequentando clienti e festini della Roma bene, dove la cocaina scorre a fiumi.

Se la fine è nota, in un intreccio di casualità e bestialità né spiegate né delineate su schermo (se Marco Prato compare in una sequenza precedente, Manuel Foffo entra in scena solo nella sequenza dell'atroce tranello), a Gabbriellini interessa offrire uno spaccato di vita, difficile ma ricca di speranza, anche familiare, dal momento che il film si apre sull'adozione all'estero di Luca (i genitori sono interpretati da Valerio Mastandrea e Simona Senzacqua) e mostra l'affetto che lo circonda. Protagonista assoluto è dunque il Luca spavaldo e incerto di Emanuele Maria Di Stefano (La scuola cattolica, Siccità), un ragazzo come tanti di periferia, che aspira al bene ma si vede costretto a sgomitare per non rimanere al palo, affiancato dall'esordiente Gaia Merlonghi che interpreta Marta.

Impeccabile dal punto di vista tecnico, il film, ancorché spiazzante per chi si aspettava la puntuale ricostruzione di un caso clamoroso di cronaca nera, o quanto meno una maggiore contestualizzazione sulla scia di Lagioia, è ben costruito, lineare e compiuto nell'offrire uno spaccato di vita senza slabbrature, fino a farsi perdonare qualche scena in cui la retorica prende il sopravvento, ad esempio laddove descrive lo stato d'animo di Marta dopo l'omicidio.
Mario Mazzetti

 

Soggetto: Edoardo Gabbriellini e Nicola Lagioia dal suo romanzo omonimo
Fotografia: Amine Messadi
Montaggio: Jacopo Ramella Pajrin
Interpreti: Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei, Valerio Mastandrea
Produzione: Eagle Pictures, Cinemaundici, Lungta Film
Distribuzione: Eagle Pictures
Italia 2026 – colore 103'