INK
di DANNY BOYLE - Venezia 83
Film d'apertura di Venezia 83, in concorso
Londra, 1969. Due uomini masticano vigorosamente nel ristorante più antico della capitale inglese. Stanno chiudendo un affare. Anzi, stanno per commettere un peccato originale: cambiare per sempre il mondo del giornalismo quotidiano. Si chiamano rispettivamente Rupert Murdoch e Larry Lamb, ovvero il più ingombrante magnate dei media del tempo, proveniente dalla “rozza” Australia, e la stella nascente del giornalismo d’assalto di Fleet Street, il luogo simbolo del giornalismo britannico. Il loro progetto è dare nuova vita a The Sun, caduto in disgrazia all’ombra del competitor Daily Mirror. Murdoch affida a Lamb la visione di un tabloid incandescente, basato sulla spregiudicatezza, l’irriverenza e la sfida a viso aperto all’establishment e alla censura. In altre parole, vuole estrarre dal sistema paludato dell’informazione made in UK qualcosa che non esiste: inventarsi un medium ibrido fra notizie e intrattenimento, inchinato ai dettami del gossip che - alla fine - guarda solo al guadagno, al binomio potere-denaro. Love, Freedom e Win - amore, libertà e vittoria - diventano le parole chiave del quotidiano, che esordisce nelle edicole e per le strade inglesi il 17 novembre di quell’anno. Nulla sarà più come prima.
Sostanza perfetta per lo stile pop rappresentato dal cinema di Danny Boyle, la vicenda di Ink viene adattata dall’omonima pièce teatrale di James Graham, che il cineasta britannico chiama a sceneggiare il suo quindicesimo lungometraggio. Fin dalle prime sequenze è chiaro quanto Boyle voglia conciliare forma e contenuto sui ritmi ipercinetici della propria estetica. Uno sguardo vitale e acceso, sempre accompagnato da musica rock e pop e costruito attraverso un montaggio forsennato, movimenti di macchina audaci e peripezie cromatiche di forte impatto. Quanto “moderno” possa apparire tutto questo, tanto “classico” è invece il fronte drammaturgico e narrativo del film; Ink, infatti, risponde alla classica tragedia sul potere, di chiara ispirazione scespiriana. I due protagonisti, Murdoch (Guy Pearce) e Lamb (Jack O’Connell), sono di fatto due sodali che, progressivamente divergendo, arrivano a sfidarsi davanti a un’arena umana che loro stessi contribuiscono a deformare e a mostrificare, facendone emergere il lato più morboso e voyeuristico. Ed è evidente, allora, come Ink non sia soltanto la ricostruzione di una stagione decisiva della stampa britannica, ma la messa in scena di un vero e proprio peccato originale: quello da cui nasce una contemporaneità costruita sul paradosso di un immaginario in costante proliferazione, sempre più potente e pervasivo, ma contestualmente svuotato di verità, etica e reale libertà.
Anna Maria Pasetti
Sceneggiatura: James Graham
Fotografia: Alwin H. Kuchler
Montaggio: Fin Oates
Musiche: Daniel Pemberton
Interpreti: Jack O'Connell, Guy Pearce, Claire Foy,
Produzione: House Productions, Media Res, Studiocanal
Distribuzione: Lucky Red
Regno Unito-USA-Francia 2026 – colore 116'

