ALLORA BALLIAMO

di Amélie Bonnin

Ha aperto a sorpresa il Festival di Cannes nel 2025 quest'opera prima di Amélie Bonnin, sorprendendo sia per una asserita inadeguatezza di fondo che per gli inserti musicali che, pur senza farne un musical, accompagnano alcuni momenti di introspezione dei personaggi principali. Privato del contesto festivaliero, il film rivela tuttavia qualità che lo incardinano sulla scia di autori e opere del passato, tutti francesi, dal più audace Jacques Démy al più autoriale François Ozon, passando per il più eccentrico Alain Resnais che, nel 1997, diresse On connaît la chanson, in italiano intitolato proprio Parole, parole, parole come la canzone di Mina e Alberto Lupo che qui rivive in una scena che vede protagonista Dominique Blanc.

Ma andiamo con ordine: Cécile è una chef emergente che, dopo aver vinto uno dei tanti programmi di cucina televisivi, sta per aprire un ristorante a Parigi con il compagno Sofiane. La pressione è tanta e, non bastasse l'impegno professionale, si aggiungono una gravidanza indesiderata che preferisce celare al suo uomo, e il terzo infarto del padre che la costringe a far ritorno nella provincia da cui proviene, dove i genitori gestiscono da sempre una trattoria per camionisti.

Il ritorno alle origini, che Cécile riteneva breve, si protrae costringendola ad affrontare il proprio passato, i nodi irrisolti, i rapporti interrotti, i conflitti familiari tra una madre (la Blanc, appunto) che vorrebbe chiudere bottega, riposarsi e utilizzare il camper parcheggiato in giardino, e un padre riottoso e testardo che non molla e che non riesce a dissimulare la delusione per l'abbandono del focolare da parte della figlia.

Non bastasse, la donna rivede Raphaël, oggetto di una passione adolescenziale (le più durature) ricambiata ma mai concretizzata, e gli amici di una vita. Il tuffo nel passato rimette in discussione scelte di ieri e di oggi; la sintonia ritrovata con l'ex filarino complica ulteriormente le cose e costringe la donna ad affrontare i problemi sentimentali da un'angolazione distorta. È una crisi di mezza età, un bivio tra passato e futuro quello che affligge Cécile, e con una leggerezza solo di superficie Bonnin esteriorizza i dilemmi, i rimpianti, le incomprensioni familiari con grazia e sensibilità, affidando alle parole in musica aspirazioni, paure e consapevolezze, complice un cast che, pur non eccellendo nel canto, comunica con spontaneità moti dell'animo e contraddizioni. Insomma un piccolo ma convincente film per l'autrice, che riprende un tema già affrontato, al maschile, con un cortometraggio omonimo di qualche anno fa, protagonista lo stesso Bastien Bouillon che qui interpreta Raphaël, meccanico appassionato di moto, tanto spavaldo con gli amici quanto imbranato con la ragazza del cuore: un talento versatile che abbiamo apprezzato ne La notte del 12 e soprattutto nel più recente La mattina scrivo.

Mario Mazzetti

 

ALLORA BALLIAMO
di Amélie Bonnin

Sceneggiatura: Amélie Bonnin, Dimitri Lucas
Fotografia: David Cailley
Montaggio: Héloïse Pelloquet
Interpreti: Juliette Armanet, Bastien Bouillon, François Rollin, Dominique Blanc, Tefwikllab
Produzione: Topshot Films, Les Films du Worso, Pathé
Distribuzione: Fandango
Francia 2025 - colore 98'