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Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

IL SENTIERO

Sceneggiatura: Jasmila Zbanic
Fotografia: Christine A. Maier
Montaggio: Niki Mossböck
Musiche: Brano Jakubovich
Interpreti: Zrinka Cvitesic, Leon Lucev, Ermin Bravo, Mirjana Karanovic
Produzione: Dekblokada, Coop99, Pandora, Ziva Produkcija
Distribuzione: Fandango
Bosnia Erzegovina/Austria/Germania/Croazia 2010 …colore 100’

Luna e Amar sono una coppia. Il loro rapporto è messo a dura prova. Amar viene licenziato perché si è presentato ubriaco al lavoro. Luna è molto preoccupata; si domanda se il suo sogno di avere un bambino con Amar è ancora realizzabile. Le sue preoccupazioni riguardo al loro futuro aumentano quando Amar accetta un lavoro ben pagato presso una comunità musulmana a molti chilometri di distanza da casa. E' solo dopo un lungo periodo di separazione che finalmente Luna è autorizzata ad andare a trovare Amar in questa comunità wahabita conservatrice, sui bordi di un lago idilliaco.

Recensione Film

IL SENTIERO

Con l’opera prima, Il segreto di Esma, Jasmila Zbanic affrontò il dramma rimosso degli stupri di guerra vincendo l’Orso d’oro a Berlino nel 2006. L’opera seconda della regista e produttrice di Sarajevo affronta un tema non meno scottante portandolo ai confini dell’Europa occidentale, all’interno di un ménage familiare come tanti. Luna e Amar sono una coppia innamorata che cerca di avere un figlio. Il loro equilibrio viene minato dalla svolta fondamentalista dell’uomo, conseguente all’incontro con un vecchio amico che vive secondo i precetti rigorosi di una concezione arcaica della religione: questi non ammette le influenze del mondo moderno e impone alla propria donna il velo. Amar, disoccupato mentre la moglie è la hostess di una compagnia aerea, decide di seguire l’amico ritrovato in una comunità musulmana che segna l’approdo ad un punto di non ritorno.
Il tema dell’ortodossia è legato al ricordo scottante della guerra: i genitori di Luna furono uccisi, lei vive a Sarajevo dopo essere stata cacciata di casa (vi fa breve ritorno, sopraffatta dal dolore) mentre Amar, che in guerra ha perso il fratello, arriva a dire che il genocidio è stato causato dall’empietà, insomma meritato. Non è da meno una donna della comunità religiosa: “dobbiamo ripopolare la Bosnia di musulmani”, con ciò accettando che il marito prenda una seconda moglie minorenne. Allah per l’uomo è un rifugio, per lei il ricordo delle azioni nefaste in tempo di guerra, in termini di negazione (“dov’era durante la guerra?”).
Non meno rilevante è la sottotraccia della maternità: Luna e Amar tentano l’inseminazione artificiale ma lui cambia idea (il sesso pre-matrimoniale? È peccato…), ormai sembra un estraneo. Interessante, come già nell’inedito Die fremde visto alle Giornate degli Autori di Venezia 2010, il collegamento tra la gravidanza, inseguita o negata che sia, e il contatto/distacco dal mondo ancestrale dei legami/vincoli familiari. Il film accumula temi e contrasti ma lo fa con lucidità, capacità analitica e una buona regia. I personaggi sono dipinti a tutto tondo, la Zbanic riesce a non renderli mai paradigmatici ma vivi, pulsanti nelle loro contraddizioni anche grazie all’apporto dei due protagonisti, che la regista ha già impegnato per il terzo film. Talento emergente del cinema europeo dal volto incantevole, Zrinka Cvitesic è molto efficace nel ruolo di donna innamorata che dovrà imparare a distaccarsi da un uomo ormai trasformato in modo irreversibile. Il film, in concorso a Berlino 2010, ha collezionato partecipazioni festivaliere e premi (Istanbul, Karlovy Vary, Erevan…) e va senz’altro visto come un fulgido esempio di cinema europeo che unisce spunti di riflessione a una narrazione coinvolgente.
Mario Mazzetti.

Intervista

IL SENTIERO

Intervista – Zrinka Cvitesic
LA VITA SENZA VELI
Si muove nella Sarajevo odierna la coppia protagonista de “Il sentiero”, divisa dalla scoperta dell’integralismo islamico dell’uomo. Ne parla la protagonista, astro nascente del cinema europeo

di Federico Pontiggia

Zrinka Cvitesic: attrice, ballerina e pianista croata, selezionata tra le dieci promesse del cinema europeo (Shooting stars 2010) grazie al ruolo di Luna ne Il sentiero di Jasmila Zbanic, già in concorso alla Berlinale 2010 e ora in sala con Fandango.
Zrinka, chi è Luna?
Rappresenta le giovani generazioni bosniache, molto aperte, con una mentalità europea. Ma non solo, Luna è anche legata alla tradizione e alla cultura musulmana, ce l’ha nella testa. Quindi, combina il vecchio mondo bosniaco con quello nuovo, che guarda all’Europa.
Come ti sei avvicinata al personaggio?
Non conoscevo la lingua e sapevo ben poco della religione islamica: ho dovuto leggere molto e arrivata sul set mi è stato impedito di parlare croato. Jasmila mi ha dato un’assistente, una ragazza di Sarajevo con cui uscivo la sera, andavo al supermercato, facevo tutto, per diventare una donna musulmana.
È stata dura?
Altroché, la sfida più grande della mia carriera: quando ho avuto la parte non ero pronta, la regista mi ha dovuto forzare a concentrarmi, aprirmi, liberarmi completamente delle vergogne, dei fantasmi, dei fatti di guerra ancora non risolti. Sono dovuta crescere.
Perché?
Sono nata in un piccolo villaggio (Karlovac) completamente distrutto in guerra, siamo dovuti scappare in Slovenia, poi quando sono tornata a tutti i profughi è stato dato un appartamento vicino alla linea del fronte, per cui anche più volte al giorno dovevamo abbandonarlo per correre nei rifugi.
Dunque ci sono dettagli autobiografici ne Il sentiero?
No, ma c’è una cosa che mi era molto familiare, quando Luna torna alla sua casa, che aveva dovuto abbandonare e non vedeva da tempo: il mio villaggio era stato occupato, la casa bombardata, non ci potevo tornare, quella sua emozione l’avevo già sperimentata in prima persona. Quando è arrivato il momento di girare, quell’esperienza è venuta fuori in tutta la sua potenza emotiva: non riuscivo a separarmi dal personaggio e Jasmila se n’è accorta, dandomi mezz’ora di pausa per calmarmi, riposare, ricaricarmi.
È la prima volta che ti fai dirigere da una donna: com’è stato il rapporto con Jasmila Zbanic?
Ero spaventata perché avevo sentito che richiede molto, ti porta al limite, non ti lascia andare senza aver avuto tutto ciò che voleva. Ma è una grande pianificatrice, prepara tutto alla perfezione: una volta sul set sapevamo quel che dovevamo fare, senza indugio. E per me è stato più facile aprirmi, ho sentito come se lei mi proteggesse: le emozioni di Luna sono molto vulnerabili ma sapevo che Jasmila le provava nel mio stesso modo. Tra due donne non c’è stato bisogno di parlare: certe cose le capivamo solo guardandoci.
Il sentiero è un film politico?
No, e Jasmila si arrabbierebbe se lo si intendesse così . Non c’è una tesi, mostra com’è la vita oggi a Sarajevo e Luna è solo una giovane come tante. Ti concede lo spazio per farti la tua opinione: offre domande, non risposte. Ecco il sentiero.