FICE

Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

Wilde Salomé

Sceneggiatura: Al Pacino
Fotografia: Benoît Delhomme
Montaggio: Roberto Silvi, David Leonard
Musiche: Jeff Beal
Interpreti: Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart
Produzione: Barry Navidi Productions, Salomé Productions, Buena Onda International
Distribuzione: Distribuzione Indipendente
Usa 2011 88’
Sinossi: Wilde Salome proietta il pubblico nella vita personale di Al Pacino come mai era successo prima, offrendo un ritratto intimo e profondo della più grande icona del cinema alle prese con il ruolo più impegnativo mai interpretato: se stesso e il re Erode. Traboccante di verità e candore, Wilde Salome conduce Pacino in giro per il mondo, a Londra Parigi, Dublino, New York, Los Angeles, e dentro il suo camerino; niente appare off limits mentre Pacino esplora le complessità del dramma di Wilde, nonché i processi e le tribolazioni che hanno segnato la vita dello scrittore, offrendo al tempo stesso uno sguardo senza precedenti anche sulle proprie.

Recensione Film

Wilde Salomé

Un gioco di specchi, un esperimento meta-cinematografico tra documentario, teatro e finzione dove la finzione risiede nell’idea di girare un film low budget dalla Salomé nelle ore libere dell’allestimento a Los Angeles della lettura scenica del testo di Oscar Wilde - per medici e avvocati, visti i prezzi… Tra il divulgativo e l’istrionico il regista ricorre a ricostruzioni alla Voyager per spiegare al pubblico l’epoca dei fatti; compie un viaggio in Irlanda e Inghilterra sulle orme dell’autore, ricostruendone vita, opere e drammi privati. Lo stile è quello del backstage, tra il disappunto del pubblico teatrale per la messinscena a ranghi ridotti, le riprese che risentono dei ritmi impossibili e l’ego smisurato del primattore. Sono tre i motivi per cui Wilde Salomé, rimontato a cinque anni dal passaggio a Venezia, resta impresso: la riduzione ai momenti chiave del testo, abbondantemente illustrati e anticipati da Pacino che si ritaglia il ruolo di un Erode sopra le righe; gli estratti della vita di Wilde – gli amori e i processi, la prigione e la disgrazia; l’evoluzione del personaggio di Salomé, la magnifica Jessica Chastain all’epoca astro nascente (The tree of life, The help), che ancor prima di danzare a seno nudo palesa la sensualità della giovane che s’affaccia alla vita, volgendo in vendetta il rifiuto di Giovanni Battista e in capriccio le attenzioni di Erode. Per molti spettatori europei quello su Wilde (e Bosie) apparirà un ripasso del film con Stephen Fry e Jude Law del 1997, come scontato apparirà il richiamo alle opere più celebri. Il tentativo di “impersonare” Wilde è schematico, sebbene Pacino s’impegni nell’esegesi del testo e si lanci in un parallelo tra la Salomé e la svolta esistenziale causata dalla passione per Bosie, sfidando le leggi e il perbenismo. Il film nella seconda parte assume un piglio autoriale nell’accezione più istrionica, coi turbamenti dell’anziano Al che teme l’insuccesso, l’incompiutezza e si fa ritrarre nel deserto del Mojave di fronte alla troupe al completo: una prova da Actor’s Studio o un’esercitazione di stile?
Mario Mazzetti