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Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

Legend

Sceneggiatura: Brian Helgeland ...
Fotografia: Dick Pope …
Montaggio: Peter McNulty …
Musiche: Carter Burwell …
Interpreti: Tom Hardy, Emily Browning, David Thewlis, Christopher Eccleston, Chazz Palminteri, Joshua Hill …
Produzione: Working Title Films, Cross Creek Pictures …
Distribuzione: 01 …
Gran Bretagna 2015 …colore 131’
La vera storia dell'ascesa e della caduta dei famigerati gangster londinesi Reggie e Ronnie Kray. Insieme, i gemelli Kray conquistarono la città di Londra. Tuttavia il loro legame e il loro impero vennero minati da violente lotte di potere e da una donna, in un crescendo di follia. LEGEND è un classico noir che racconta la storia segreta degli anni '60 e gli eventi straordinari che hanno favorito l'egemonia criminale dei gemelli Kray.

Recensione Film

Legend

Chiedi chi erano i Krays. Non è la prima volta che il cinema fa i conti con i gemelli mammasantissima dell’East End londinese: 25 anni fa, in The Krays – I corvi di Peter Medak, toccò ai fratelli degli Spandau Ballet, Martin e Gary Kemp; oggi Legend arriva sugli schermi insieme al dittico di Zackary Adler, The rise of the Krays e The fall of the Krays. I fratelli vanno per la maggiore, come l’attore chiamato a dar loro corpo uno e bino: Tom Hardy, che si scinde nel razionale Reggie e nello schizoide Ronnie, i dioscuri del crimine che perseguirono senza fare troppo gli schizzinosi. Già Oscar per L.A. confidential e candidato per Mystic River, lo sceneggiatore Brian Helgeland avoca il punto di vista e la narrazione a Frances Shea (Emily Browning), sorella dell’autista di Reggie, che sposò dopo turbolento fidanzamento: è lei a raccontarne ascesa e caduta da una prospettiva non privilegiata, quella dell’ennesima vittima. Prospettiva ineluttabile, quasi il b-side della ballata criminale dei Kray, che complici un locale frequentato dalle celebrità (pure Frank The Voice Sinatra) e le famigerate gesta assursero allo status leggendario di coppia principe del milieu fuorilegge britannico. Non una ma due figure larger than life, pane per i denti di Tom Hardy e del film stesso, almeno sulla carta. Qualcosa s’è diluito nei 131’ lunghissimi di Legend: se ne potrebbero sforbiciare senza colpo ferire almeno 30 ma il problema è insieme drammaturgico e poetico. Dopo l’esplicitazione delle premesse/promesse, Helgeland non riesce a gestire il triplice sviluppo: quello criminale, quello fraterno e quello sentimentale. Sorprendente per uno sceneggiatore esperto e talentuoso, eppure dopo la prima ora Helgeland consegna il film all’iterazione criminale e alla ripetizione del meccanismo relazionale. Peccato: l’autore avrebbe dovuto trarre una lezione dalla brutta fine della povera Frances, che sperava in un cambiamento di Reggie pur sapendo che non sarebbe mai arrivato. Non è un buon momento per i gangster movie: se Black mass è Johnny Depp e cerone, Legend è strabismo d’attore, Tom Hardy.
Federico Pontiggia