FICE

Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

QUI E LA'

Sceneggiatura: Antonio Méndez Esparza
Fotografia: Barbu Balasoiu
Montaggio: Filippo Conz
Interpreti: Pedro De los Santos, Teresa Ramírez Aguirre, Lorena Guadalupe Pantaleón Vázquez, Heidi Laura Solano Espinoza
Produzione: Aquí y Allà Films, Torch Films, Copa Films
Distribuzione: Cineclub Internazionale
Spagna 2012 colore 110’
Sinossi: Pedro torna a casa in un piccolo villaggio di montagna, a Guerrero, in Messico, dopo anni di lavoro negli Stati Uniti. Trova le figlie cresciute più di quanto potesse immaginare. E sua moglie ha sempre lo stesso sorriso che lo fa stare tranquillo. La gente del posto confida che anche questa volta il raccolto sarà generoso e pensa che c'è sempre un lavoro per ognuno, in una città vicina che si sta espandendo. Ma gli abitanti di Guerrero sono anche abituati ad una vita di insicurezze e i loro pensieri sono spesso rivolti ai familiari o alle opportunità lontane, a nord del confine.

Recensione Film

QUI E LA'

recensione di Gabriele Spila
Dopo aver lavorato per molti anni negli Stati Uniti, il giovane Pedro fa ritorno nel piccolo villaggio messicano di Guerrero, suo paese d’origine. Qui ritrova la moglie Teresa e le figlie nel frattempo cresciute più di quanto potesse immaginare. Con i soldi messi da parte durante il suo esilio e con il lavoro da contadino che lo aspetta, spera di realizzare il suo sogno: mettere su una banda musicale che allieti le sale da ballo della provincia. All’entusiasmo iniziale, però, farà presto da contraltare la dura realtà economica e sociale con cui deve confrontarsi. Ritratto sincero, e purtroppo universale, di una delle tante comunità costrette a convivere con il fenomeno amaro dell’emigrazione, Aquì y allà è stato una delle piacevoli sorprese del festival di Cannes 2012, dove ha vinto il Gran Premio della Semaine de la Critique. Un’opera prima evidentemente influenzata dalle esperienze personali dell’autore, nato a Madrid ma vissuto per molti anni prima negli Usa e poi proprio in Messico. Un “film di frontiera” dai toni documentaristici che fa del minimalismo il suo punto di forza, semplice quanto poetico. Seguendo le vicende quotidiane del protagonista lo spettatore è costretto a condividerne gli imbarazzi e le difficoltà. Come quando, a tavola per la prima colazione dopo il ritorno, Pedro si trova di fronte al silenzio delle figlie, come se queste volessero fargli pagare la sofferenza patita per i tanti anni della sua lontananza. Ma Aquì y Allà ci dice che l’amore e l’affetto familiare, quando ci sono, diventano le colonne portanti dell’esistenza dei migranti, il nutrimento da cui attingere per andare avanti. A dimostrarlo è lo straordinario rapporto di Pedro con la moglie Teresa: lei così innamorata e intimamente dubbiosa sul fatto che il marito possa avere avuto un’amante negli Stati Uniti, lui pronto a qualsiasi sacrificio nel difficile momento della nascita del terzo figlio. Non basterà il lieto fine a guarire le ferite di una società sopraffatta dal Dio denaro. “Potremmo chiamare nostra figlia Luz (Luce)”, dice Pedro a Teresa mentre stringe la terzogenita: un ultimo appello alla speranza da parte di un migrante il cui ritorno a casa è destinato, purtroppo, ad essere momentaneo.