FICE

Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

PHILOMENA

Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope dal romanzo The lost child of Philomena Lee di Martin Sixsmith
Fotografia: Robbie Ryan
Montaggio: Valerio Bonelli
Interpreti: Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark
Produzione: British Film Institute, BBC Films, Baby Cow Productions, Magnolia Mae Films
Distribuzione: Lucky Red
Gran Bretagna 2013 colore 94’
Sinossi: Basato sul libro The Lost Child of Philomena Lee: A Mother, Her Son and a 50 Year Search di Martin Sixsmith, il film è ispirato a una storia vera in cui una donna irlandese di nome Lee si mette alla ricerca del figlio illegittimo Michael, abbandonato molti anni prima. Michael, ormai adulto, è un avvocato omosessuale che ha intrapreso la carriera politica a Washington, tra le file dei repubblicani. Anche lui cerca la madre dopo tanto tempo, ma per darle una notizia funesta.

Recensione Film

PHILOMENA

recensione di Barbara Corsi
God save the English actors, verrebbe da dire dopo la visione di Philomena. La tradizione attoriale britannica trova nel film diretto da Stephen Frears l’ennesima conferma della sua grandezza, un vero e proprio contributo autoriale al film. In questo caso lo è letteralmente, perché Steve Coogan è anche autore della sceneggiatura e la presenza di Judi Dench è stata decisiva nel convincere Frears a dirigere il film. Va dunque diviso in tre parti il merito di questo bellissimo, commovente omaggio alla vera storia di Philomena, senza dimenticare il libro di Martin Sixsmith. Ex corrispondente della Bbc e ufficio stampa del Ministero dei trasporti nel governo di Tony Blair, Sixsmith fu coinvolto all’inizio degli anni 2000 nello scandalo dell’insabbiamento di notizie sugli eventi dell’11 settembre e costretto a dare le dimissioni. Nel difficile periodo professionale che ne seguì, accettò di occuparsi della vicenda raccontatagli da Philomena Lee. Ma quella che doveva essere materia prima per un ben pagato articolo strappalacrime divenne invece, per il giornalista e scrittore, la ricostruzione di una dolorosa condizione umana che aveva accomunato molte giovani donne nell’Irlanda degli anni ‘50. Philomena era una di queste: rimasta incinta da adolescente, era stata mandata presso le suore Magdalene (già raccontate in un agghiacciante film di Peter Mullan) nel convento di Roscrea, dove venivano rinchiuse le “ragazze perdute”. Come molti bambini di Roscrea, suo figlio Anthony era stato ceduto ancora piccolo a una coppia facoltosa e da allora Philomena ne aveva perso le tracce, ma non si era mai data pace per questa perdita e ora, già anziana, voleva ritrovarlo.
Il libro e il film, premiato per la sceneggiatura a Venezia, raccontano la ricerca di questo figlio perduto attraverso un viaggio che fatalmente torna al punto di partenza e culmina in una resa dei conti della Storia, oltre che della storia personale di Philomena. Se la vicenda ha dell’incredibile, per la serie di coincidenze e colpi di scena che la costellano, ancor più incredibile è la forza di questa donna che, con incrollabile fede nell’umanità e nella religione, affronta tutto il dolore possibile per arrivare a una pacificazione dell’anima.
Judi Dench è meravigliosa nei suoi panni, spiritosa e naif come la vera Philomena, capace di accogliere ogni scoperta con lo sguardo limpido di quella ragazza che in fondo è rimasta. Il contrasto fra la sua semplice visione del mondo e quella del brillante e cinico giornalista, interpretato con ironia da Coogan, crea un mix perfetto di umorismo e pathos, leggerezza e commozione, in un crescendo di affetto e complicità tra i due che coinvolge nel suo cerchio anche lo spettatore. Senza ricorrere a scene madri, pur avendone tutte le opportunità, Philomena ci pone davanti a interrogativi fondamentali sui limiti della fede, le conseguenze del non detto, la difficoltà e la potenza del perdono, non alzando mai la voce ma anzi ascoltando tutte le voci, anche le più sgradevoli. God save the British understatement.