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Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

VIA CASTELLANA BANDIERA

Sceneggiatura: Giorgio Vasta, Licia Eminenti, Emma Dante
Interpreti: Emma Dante, Alba Rohrwacher, Elena Cotta, Dario Casarolo,
Fotografia: Gherardo Gossi
Montaggio: Benni Atria
Produzione: Vivo Film, OffSide, Ventura Film, Wildside Media; in collaborazione con Rai Cinema, RSI Televisione Svizzera, SRG SSR idée suisse, Cofinova 9, Cinecittà Luce
Distribuzione: Cinecittà Luce
Genere: Drammatico
Paese: Svizzera, Italia 2013, colore
Sinossi: E' una domenica pomeriggio. Lo scirocco soffia senza pietà su Palermo quando due donne, Rosa e Clara, venute per festeggiare il matrimonio di un amico, si perdono nelle strade della città e finiscono in una specie di budello: Via Castellana Bandiera. Nello stesso momento, un'altra macchina guidata da Samira, dentro la quale si ammassa la famiglia Calafiore, arriva in senso contrario e penetra nella stessa strada. Né Rosa al volante della sua Multipla, né Samira, donna antica e testarda al volante della sua Punto, intendono cedere il passo l'una all’altra. Chiuse all'interno delle loro macchine, due donne si affrontano in un duello muto che si consuma nella violenza intima degli sguardi. Un duello tutto al femminile punteggiato dal rifiuto di bere, mangiare e dormire; più ostinato del sole di Palermo e più testardo della ferocia degli uomini che le circondano. Perché, come in ogni duello, è una questione di vita o di morte...

Recensione Film

VIA CASTELLANA BANDIERA

Un rapporto in crisi tra la matura Rosa (Emma Dante) e la più giovane Clara (Alba Rohrwacher), il ritorno controvoglia a Palermo della prima per accompagnare la compagna a un matrimonio. Il ritorno a casa della rumorosa famiglia Calafiore dopo una domenica al mare: ad accompagnare donne e bambini è l’anziana Samira (Elena Cotta), dopo la visita al cimitero sulla tomba della figlia prematuramente scomparsa.
Solitudine e rabbia, rancori e aggressività latenti esplodono in una ferina lotta di resistenza all’imbocco della strettissima Via Castellana Bandiera, dove le due automobili si ritrovano fronteggiate l’una all’altra: né l’anziana coi parenti (guidati dal genero imponente e irascibile, che un po’ comanda e un po’ teme la forastica suocera), né i due “corpi estranei” della coppia quasi scoppiata intendono fare posto all’altra auto, nonostante in quel tratto non si passi in due.
I prodromi, l’esplodere del “dramma” sono magistralmente narrati da Emma Dante, che ha tratto Via Castellana Bandiera dal proprio omonimo romanzo, con una tensione che non accenna a sciogliersi, con la solidarietà dei gruppi e l’accorrere delle donne del vicolo ad informare le due donne sulla pericolosità della ferina Samira, di fatto spingendole a non sottrarsi alla sfida. In particolare la più matura Rosa si riappropria suo malgrado di una carnalità, di una condizione selvatica dalle quali pure era fuggita. Uno studio di caratteri nelle corde dell’ormai rinomata autrice-attrice teatrale, che debutta con successo – e con la Coppa Volpi veneziana ad Elena Cotta – nella regia cinematografica. Con un incipit così potente, che ci riporta a cattiverie da grande schermo di decenni fa, alle analisi spietate di personaggi più grandi della vita, Brutti sporchi e cattivi alle prese con L’ingorgo o con un balneare Casotto, la riuscita è già ipotecata e pazienza se la seconda parte esaurisce in parte la spinta propulsiva, con un finale tutto teatrale che peraltro evidenzia la componente metaforica della vicenda svelando una strada, un set “alternativo” ben più largo di quanto la finzione ci abbia fatto credere. La parte migliore e vincente del film è la sfida all’ultimo nervo, il duello da western tra due donne ferite, l’anziana vs. l’innamorata delusa, che non si risparmiano bestialità e colpi bassi. Un esordio da vedere.
Mario Mazzetti