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Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film

GLI INFEDELI

Sceneggiatura: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Stéphane Joly, Nicolas Bedos, Philippe Caverivière
Fotografia: Guillaume Schiffman
Montaggio: Anny Danché
Interpreti: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Alexandra Lamy, Géraldine Nakache, Guillaume Canet, Sandrine Kimberlain
Produzione: JD Prod, Black Dynamite Films
Distribuzione: Bim
Francia 2012 colore 100’
Sinossi: L'attore dell'anno Jean Dujardin, premiato con la Palma d'Oro a Cannes e con l'Oscar 2012 al migliore attore torna sul grande schermo dopo il meritato successo ottenuto grazie alla sua performance in The Artist. E torna non solo in veste d'attore, ma anche in quello di regista e sceneggiatore. Gli infedeli esce in Francia il 29 febbraio 2012, riproponendo un genere molto in voga negli anni '70: film a episodi, diretti da vari registi, legati fra loro da un tema comune. In questo caso si tratta dell'infedeltà maschile. La pellicola presenta storie comiche e drammatiche, giocando attraverso punti di vista differenti. Fra i registi spiccano i nomi di Emmanuelle Bercot e di Michael Hazanavicius, tra gli attori (oltre al già citato Dujardin) troviamo Guillame Canet, Gilles Lellouche e Alexandra Lamy.

Recensione Film

GLI INFEDELI

di Silvia Angrisani
Non andateci in coppia. E neppure da soli, a dire il vero. Scegliete piuttosto la compagnia di un gruppo di amici. Gli/Le infedeli è un film goliardico, e per apprezzarlo bisogna trovarsi nelle condizioni giuste. In coppia rischiereste di avere la stessa idea di uno dei personaggi del film, una moglie che sfida il marito a raccontarle le sue (eventuali) piccole avventure extraconiugali giusto “per curiosità”, con la malcelata speranza di avere la conferma che non tutti gli uomini sono adulteri – non il suo uomo, almeno. Se ci andate da soli, rischiate la malinconia durante l’episodio in cui assisterete alle disavventure del cinquantenne invaghito di una ragazzina che ha come solo obiettivo quello di farsi passare un capriccio.
Meglio in gruppo, dunque, e meglio se siete di sesso maschile. Il film ha infatti il suo pubblico di predilezione nel Maschio, invitato a condividere la celebrazione dell’esuberanza ormonale, confortato nella teoria che nessuno sforzo può avere la meglio sull’istinto che lo spinge ad andare a caccia. Il trionfo della natura… Alle spettatrici tocca ridere, annuendo divertite nel ritrovare sullo schermo situazioni che hanno conosciuto, direttamente o indirettamente. Impossibile identificarsi con la psicologa Sandrine Kimberlain (perfetta nel ruolo), che vorrebbe tenere a bada il suo gruppo di “infedeli anonimi” al ritmo di esercizi settimanali. Più facile forse rivedersi come moglie trascurata, relegata nel ruolo di madre e angelo del focolare che strepita, insulta e minaccia ma non cambia la serratura della porta di casa…
Gli/Le infedeli divide in sei capitoli altrettante esperienze di infedeltà, in un film che alterna i toni della comicità caciarona e volgare con quelli della commedia borghese, più attenta a dialoghi e personaggi. Nonostante la pubblicità che ha accompagnato il film in patria (prima a causa di manifesti dichiarati “osceni” e prontamente ritirati, poi per il trionfo agli Oscar di The artist), non siamo assolutamente al livello del campione d’incassi Giù al Nord né del più recente Quasi amici.
L’idea del film è di Jean Dujardin, l’attore premio Oscar di The artist, che si muove da un episodio all’altro offrendo un’ennesima prova del suo talento d’attore. Sono sufficienti una pettinatura diversa e la scelta di un certo modo di muovere le sopracciglia perché da un episodio all’altro il corpo di Dujardin passi dal sex appeal delle icone hollywoodiane allo sguardo assente di chi ha passato troppe notti insonni, stordito dal pulsare della musica dei locali notturni. Al suo fianco il collega e amico Gilles Lellouche, con il quale Dujardin forma un duo affiatato e trionfante, in particolare nell’ultimo episodio a Las Vegas. Tra i volti femminili la già citata Sandrine Kimberlain, Isabelle Nanty (la tabaccaia di Amélie) e Alexandra Lamy, nel ruolo della moglie di cui scrivevamo all’inizio, in coppia con Dujardin (sullo schermo come nella vita). Infine, un ruolo piccolo ma esilarante per Guillaume Canet.