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Federazione Italiana Cinema d'Essai

Scheda Film Consigliato

I GIORNI DELLA VENDEMMIA

regia: Marco Righi
cast: Marco D’Agostin, Lavinia Longhi, Gian Marco Tavani, Maurizio Tabani.
soggetto e sceneggiatura: Marco Righi
musiche originali: Roberto Rabitti
montaggio: Marco Righi, Arianna Bardizza
fotografia: Alessio Valori (a.i.c.)
suono e mixaggio: Federico Mammana
produttore: Simona Malagoli
prodotto e distribuito da: Ierà
Colore, 80’, Italia 2010
Sinossi: 1984. Nel settembre ancora torrido di quella provincia rurale emiliana più intrisa di cattolicesimo e socialismo nostrano, Elia vive con i genitori: William, con una forte inclinazione ideologica al marxismo, e Maddalena, fervente cattolica; insieme alla anziana nonna, Maria. Il tempo è quello del raccolto e ad aiutare nel vigneto adiacente casa, dalla città arriva Emilia, la nipote ormai grande di una coppia di compaesani.
Presuntuosa e disinvolta Emilia è una rivoluzione nell’ordine della quotidianità dell’adolescente di provincia.
CONTATTO PER GLI ESERCENTI Simona Malagoli – simona.malagoli@iera.eu
SITO WEB www.igiornidellavendemmia.it

Recensione Film

I GIORNI DELLA VENDEMMIA

“Sulla mia terra, semplicemente ciò che sono mi aiuterà a vivere”.
Pier Vittorio Tondelli

Ho visto un bel film di un giovane regista, Marco Righi, I giorni della vendemmia, in cui il protagonista tiene Altri libertini sul comodino. Un film dell’anno scorso che ha girato per diversi festival internazionali, ma credo sia poco circolato in Italia. La storia ha molti echi tondelliani, e forse anche qualcosa di Bellocchio, di quel vivere emiliano che è sempre sull’orlo di una rottura. La città e la campagna, le generazioni, il Risorgimento, il comunismo. Nel film di Righi, come in tutti i libri di Tondelli, questi corpi sono sempre al centro: si sfiorano, si avvertono l’un l’altro e per chiunque conosce queste regioni, evocano una strana familiarità. Religione, politica, sono contorni.
Enrico Palandri, Rolling Stone.

E’ una storia piccolissima, quella dell’esordio nel lungometraggio di Marco Righi, ma c’è dentro tanta Italia, tanto Cinema e tanta Vita che se ne esce ebbri. Racconto di formazione che aderisce ai tempi rarefatti e febbrili dell’adolescenza, tratteggia fulmineo uno squarcio di Belpaese cattocomunista e venato d’ipocrisia, dove la cruda bellezza di Emilia (corpo magnetico che la macchina da presa cattura, sensuosamente, con sguardo bertolucciano) rappresenta il brusco risveglio da un’età sonnolenta. La carne al fuoco, forse, diventa troppa nel crescendo finale, ma Righi non perde l’equilibrio e il suo piccolo film sa come riempire un grande schermo.
Ilaria Feole, FilmTV.

Ambientata nel 1984, la trama di I giorni della vendemmia non rincorre né originalità né complessità. Riesce a sfruttare al massimo le potenzialità di un soggetto lineare ed esile ma essenziale e colpisce nel segno, nel pedinare il suo giovane eroe per il quale l’empatia è velocemente acquisita.
[…] Un piccolo film indipendente una grande opera difficile da cancellare dalla mente.
Alain Bichon, Cinemaitaliano.info

Storia semplice, ingredienti ben rodati e uno sfondo, la provincia emiliana, che da sola varrebbe a raccontare dieci film.
Franco Giubilei, La Stampa.

I giorni della vendemmia si rivela un’opera prima sottile e trattenuta, tanto intima quanto matura, intrisa di prezioso pudore nell’indagare sui corpi acerbi dei protagonisti e dall’ottima fotografia che eleva l’ambientazione agreste a vero e proprio personaggio narrante.
Ottimi gli attori, Marco d’Agostin (Elia) che praticamente all’esordio nel lungometraggio regala una prova intensa e Lavinia Longhi (Emilia) che espone la sua consapevole bellezza alle esigenze della storia.
Davide Tomì, Il Giornale di Reggio.

Meriterebbe di essere distribuito in tutte le sale italiane, ma invece rischia di passare inosservato.
L’Unità