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Scheda Film Consigliato

LA FIGLIA OSCURA

Titolo originale: The lost daughter
Sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal dal romanzo di Elena Ferrante
Fotografia: Hélène Louvart
Montaggio: Affonso Gonçalves
Musiche: Dickon Hinchliffe
Interpreti: Olivia Colman, Jessie Buckley, Dakota Johnson, Ed Harris, Peter Sarsgaard, Paul Mescal
Produzione: Endeavor Content, Samuel Marshall Films, Pie Films
Distribuzione: Bim
Grecia/USA/GB/Israele 2021 - colore 121’

Recensione Film

LA FIGLIA OSCURA

In concorso a Venezia 2021, "La figlia oscura", opera prima scritta e diretta dall’attrice Maggie Gyllenhaal, ha ottenuto il Premio alla sceneggiatura. È un intrigante dramma psicologico caratterizzato da una certa suspense, adattato dall’omonimo romanzo del 2006 di Elena Ferrante, la cui vicenda estiva viene trasposta dalla costa ionica italiana all’isola greca di Spetses.
La protagonista Leda Caruso (Olivia Colman), divorziata e madre di due figlie ventenni, è una donna inquieta e guardinga che trascorre una vacanza idilliaca tra letture e riposo. Infastidita dalla presenza invadente di un clan familiare di greci americani, tra cui i maschi grossolani forse coinvolti in loschi affari, Leda osserva ossessivamente una giovane donna del gruppo: Nina (Dakota Johnson), profondamente legata alla figlia Elena, ma a disagio col marito aggressivo e geloso e con i parenti. Ne nasce un’ambigua immedesimazione, che produce uno stato di crescente disagio emotivo. Leda è tormentata dai ricordi personali di giovane madre (nei flashback l’eccellente Jessie Buckley): brillante studiosa di letteratura comparata, aveva scelto di effettuare un periodo di specializzazione in Gran Bretagna, prolungatosi per anni, a causa della liaison con uno stimato docente (Peter Sarsgard). Dopo il ritorno a Boston, il rapporto con le figlie era diventato difficile e il matrimonio era finito.
Spinta impulsivamente a interferire nella relazione tra Nina ed Elena, Leda si ritrova a frequentare la giovane madre, offrendole persino complicità nella relazione fedifraga con Will (Paul Mescal), un aitante giovane bagnino. Tuttavia, avendo compiuto un piccolo atto illogico, appare sempre più in preda a sensi di colpa, recriminazioni, strane paure e oscuri presagi, e si convince di essere in pericolo.
Nel corso di una carriera trentennale, Maggie Gyllenhaal ha recitato in numerosi film d’autore. Il suo interesse per i risvolti della relazione madre-figli è testimoniato dalla marcante interpretazione in "Lontano da qui" di Sara Colangelo, e ne "La figlia oscura" offre un interessante studio dei caratteri femminili, con riferimento alle contraddizioni della maternità in relazione all’affermazione di se stessa, anche professionalmente. La messa in scena propone efficaci inquadrature di volti e di corpi, anche se l’eccesso di flashback, ellissi, colpi di scena e precipitazioni, fino all’epilogo, rende la descrizione del travaglio psicologico della protagonista non sempre convincente.
Giovanni Ottone