TRA LE NUVOLE
di Jason Reitman
Titolo originale: Up in the air
Sceneggiatura: Jason Reitman, Sheldon Turner dal romanzo di Walter Kirn
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Dana E. Glaubermann
Musiche: James Newton Howard
Interpreti: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman
Produzione: Paramount Pictures, Montecito Picture Company
Distribuzione: Universal Usa 2009 colore 108’ .

 

Una storia piena di insidie, perché la doppia scommessa era quella di raccontare con un tono lieve e leggero, evitando moralismi e toni predicatori senza mai scadere nel banale, la drammatica realtà dei nostri giorni, segnata dalla crisi economica e dai licenziamenti in massa, e di proporre un protagonista che, pur impegnato in un lavoro odioso, spiacevole e spietato, riesce ad essere una persona simpatica, affabile e affascinante. Doppia scommessa brillantemente vinta, grazie in particolare ad una sceneggiatura solida ed intelligente, fornita di dialoghi scoppiettanti e battute memorabili che il regista Jason Reitman ha tratto dal romanzo di Walter Kirn, e alla performance semplicemente maiuscola di George Clooney nei panni del tagliatore di teste Ryan Bingham, capace di recitare anche solo con uno sguardo, un’occhiata, un tono di voce.

Ryan lavora per una società che viene noleggiata da grandi e piccole imprese in crisi allo scopo di eliminare il materiale umano in eccedenza. Spostandosi in continuazione da una città all’altra degli States, il film è diviso in capitoli intitolati alle diverse città toccate dal protagonista nelle sue peregrinazioni. Ryan arriva, licenzia e se ne va, lasciando dietro di sé cumuli di rovine e di relitti; trascorre la maggior parte del proprio tempo in aereo (da qui il titolo del film), felice solo quando è fra le nuvole, perché tutto ciò di cui ha bisogno è contenuto nel suo trolley e solo in business class si sente come a casa sua. Autentico prototipo dei nostri giorni, Ryan è naturalmente una persona sola, che non crede nei sentimenti, aborrisce ogni legame, si sazia di rapide avventure destinate a durare lo spazio di un viaggio. Ma le sue monumentali certezze vengono messe in crisi sul piano professionale e privato da un doppio incontro al femminile: quello con la giovane collega Natalie, che, apparentemente più cinica di lui, ipotizza di poter licenziare i dipendenti in teleconferenza, evitando di affrontare lunghi e costosi trasferimenti; e quello con l’affascinante Alex, una sorta di  omologo in gonnella di Ryan, con la quale nasce qualcosa di più di una momentanea attrazione. Ad un certo punto si teme che Tra le nuvole sterzi improvvisamente verso una conclusione romantica e dolciastra, con il cinico protagonista che viene risucchiato dalla famiglia e scopre i sentimenti; ma è solo una trappola, un bluff, una falsa pista di atterraggio, perché il finale è imprevedibilmente amaro e molto realistico, in sintonia con l’atmosfera del presente.

Ciò non toglie che Tra le nuvole sia un film pieno di momenti irresistibilmente ironici, come ad esempio la scena in cui Ryan offre a Natalie un’autentica lezione di comportamento al check-in e quella in cui Natalie e Alex si confrontano sui propri desideri di compagnia maschile, fortemente condizionati dall’età. Ma la nuova pellicola di Jason Reitman, già autore dell’incantevole Juno, è anche un film di provocatoria attualità che mostra con pochi tratti, puntando solo sui primi piani e le più immediate reazioni, il dramma di chi perde il lavoro e capisce di subire un’ingiustizia contro la quale nulla può. Proprio perché evita qualsiasi tono esplicitamente politico, il film risulta politicamente interessante e provocatorio, quasi la versione in commedia del più recente documentario di Michael Moore, Capitalism: a love story.

Franco Montini

 

Torna Indietro