A SERIOUS MAN
di Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen
Fotografia: Roger Deakins
Montaggio: Roderick Jaynes
Musiche: Carter Burwell
Interpreti: Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Sari Lennick, Fred Melamed, Aaron Wolff, Jessica McManus
Produzione: Working Title Films, Mike Zoss Production
Distribuzione: Medusa Usa 2009 colore 106’ .

 

Si apre con un breve prologo ispirato alle novelle di Isaac B. Singer l’ultimo film scritto e diretto da Joel e Ethan Coen. In un villaggio mitteleuropeo del diciannovesimo secolo, un marito ed una moglie discutono abbastanza animatamente dell’invito a cena che l’uomo ha fatto: secondo la donna, infatti, l’invitato sarebbe morto qualche tempo prima e si sarebbe tramutato in un pericoloso essere maligno. Un inizio degno di un film horror per una storia che, invece, non ha apparentemente alcun contatto con questa sorta di breve siparietto yiddish. Sulle note di Somebody to love dei Jefferson Airplane, A serious man trasporta immediatamente lo spettatore alla fine degli anni Sessanta nel Midwest americano. Lì incontriamo un professore universitario e la sua vita che sta per andare in pezzi: la moglie, innamoratasi di un untuoso e grottesco vicino, vuole il divorzio. La figlia maggiore gli ruba i soldi per la chirurgia plastica, mentre il figlio adolescente, interessato solo alla televisione, è perennemente in fuga da un compagno di scuola cui deve i soldi per la marijuana. Il tanto geniale quanto squinternato fratello, poi, viene accusato di atti osceni e di aver barato al gioco d’azzardo. Così, una piccola catastrofe dopo l’altra, tra cui quella di uno studente coreano che gli offre una grossa cifra per passare un esame, il mite insegnante vede franargli sotto i piedi la propria vita e le proprie speranze di un’esistenza tranquilla e normale. Alla ricerca di spiegazioni e, soprattutto, di qualche conforto, il professore ricorre ai rabbini della sua comunità. Nonostante i Coen li raffigurino in maniera affettuosamente insolente, facendo pronunciare loro apologhi, in apparenza, insensati e un po’ insoliti, i saggi ripetono sostanzialmente lo stesso suggerimento: guardare all’insieme della sua vita e, soprattutto, comportarsi bene costituiscono la soluzione per tutti i mali che possono arrivare agli uomini.

Divertente e originale, A serious man è uno dei film più riusciti dei fratelli Coen, che con il loro stile iconografico unico ed icastico danno vita ad un film profondamente spirituale sotto il camuffamento di una presa in giro dall’accento nostalgico nei confronti della loro comunità religiosa di appartenenza. L’ispirazione autobiografica diventa l’occasione per ambientare in un passato ormai distante i turbamenti di una persona perbene disorientata dalla tempesta che si è abbattuta improvvisamente sulla sua vita. Apparentemente pessimista, il film propone un modello di comportamento ispirato da un forte senso della rettitudine suggerendo l’idea che, per quanto misteriosa e difficile sia la vita, soltanto l’uomo che si comporterà bene potrà trovare la propria strada. Un tema etico ed esistenziale, evidenziato nel crescendo di un finale aperto quando una tempesta di ben altre proporzioni potrebbe spazzare via non solo il protagonista, ma anche tutto il suo piccolo e variopinto mondo.

Marco Spagnoli

 

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