BEN X
di Nic Balthazar
Sceneggiatura: Nic Balthazar
Fotografia: Lou Berghmans
Montaggio: Philippe Ravoet
Interpreti: Greg Timmermans, Marijke Pinoy, Laura Verlinden, Pol Goossen
Produzione: MMG
Distribuzione: One Movie Belgio 2007 colore 90’ 

 

Tratto dal romanzo Nothing was all he said del belga Nic Balthazar, BenX, opera prima dello stesso autore che lo aveva messo in scena anche in teatro, è un film dalla difficile collocazione. Prima di guardarlo, però, bisognerebbe tenere a mente un termine ormai familiare a milioni di giovani sparsi in tutto il mondo: Mmorpg, che identifica un gioco di ruolo per computer svolto tramite Internet da più persone che, interagendo tra loro, interpretano personaggi che si evolvono insieme al mondo che li circonda. A metà tra fantasy e dramma, BenX potrebbe essere quindi sintetizzato come analisi di un mondo giovanile, ormai iper-tecnologico ma anche omologato, sempre più indifferente nei confronti delle diversità.

Il giovane Ben è affetto da autismo e vive con la madre, fin troppo protettiva nei suoi confronti. Ogni giorno la sua vita scolastica è un inferno: dentro le mura dell’istituto tecnico è oggetto di continui soprusi e umiliazioni da parte dei suoi compagni. Il suo rifugio è il computer, sul quale ogni sera si cala nelle vesti di un personaggio di ArchLord, un videogioco in tempo reale ambientato nel Medioevo, nel quale Ben può finalmente scrollarsi di dosso tutti gli incubi vissuti nel mondo reale. Impugnando una spada, corre per le sterminate lande del suo mondo virtuale in compagnia di Scarlite, una ragazza di cui, pur conoscendo solo il nickname, è segretamente innamorato. Quando le vessazioni si fanno più dure, sarà proprio il computer, fin qui valvola di sfogo delle frustrazioni quotidiane, a diventare fonte di ispirazione di una serie di idee funeste. Se da un lato BenX evidenzia alcune incertezze, come l’eccessiva linearità dello svolgersi dell’azione, dall’altro colpisce per il coraggio di fondere un tema così delicato come quello del bullismo – sul quale il regista calca la mano ripetutamente – con l’altro, apparentemente frivolo, dell’intrattenimento videoludico. Un esperimento interessante, apprezzato da pubblico e critica al Festival di Montreal, dove si è aggiudicato numerosi riconoscimenti.

Gabriele Spila

 

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