RUMORE BIANCO

di Alberto Fasulo
Fotografia: Alberto Fasulo
Suono: Luca Bertolin
Montaggio: Johannes H. Nakajima, Fabio Nunziata
Musiche: Riccardo Spagnol
Produzione: Faber Film, Wildside Media, RTSI
Distribuzione: Tucker Film Italia/Svizzera 2008 colore 90’

 

Una distribuzione graduale, sottovoce, sta facendo conoscere il documentario Rumore bianco, opera d’esordio di Alberto Fasulo dedicata al Tagliamento, “re dei fiumi alpini”. Otto mesi di ricerca, dieci di montaggio, riprese in 35mm e registrazione analogica del portentoso sonoro per catturare la vita, i lavori, i riti, gli svaghi, insomma lo scorrere del tempo, il rinnovarsi della natura, le attività dell’uomo di cui il fiume si fa testimone con il suo incessante fluire.

Il paesaggio lunare della foce, l’isolamento e la fatica di un’anziana contadina, la centrale elettrica che ne preleva le acque, le anziane titolari di un bar, il rito pagano propiziatorio che richiama sinistramente The wicker man; le tracce di bracconieri, gli estrattori di sassi che denudano il greto, le bombe inesplose, il temporale maestoso, gli entomologi svizzeri, la demolizione di una costruzione abusiva, finalmente le chiare, fresche e dolci acque del tratto navigabile con i tuffi spensierati dei ragazzi. Ma anche, intrecciate, immagini d’archivio della Cineteca del Friuli: battaglie e marce della Grande Guerra, bombardamenti e sfollati della II Guerra Mondiale, le piene e gli allagamenti.

La realtà e gli eventi, anziché provocati, vengono colti dal regista (anche direttore della fotografia) nel loro manifestarsi fortuito in questo documentario che nasce dalla mera osservazione: “a rischio di annoiarlo, ho voluto mettere lo spettatore di fronte alla vita senza filtri né voce fuori campo”, ha dichiarato l’autore, che cita Werner Herzog piuttosto che Piavoli come modello di riferimento. Ne scaturisce un’opera affascinante, che ci cala per 90’ in una dimensione spaziotemporale di serena adesione ai ritmi della natura, con il benefico accompagnamento del suono dell’acqua, per l’appunto il rumore bianco.

Mario Mazzetti


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