QUEL CHE RESTA DI MIO MARITO |
| di Christopher N. Rowley |
| Titolo originale:
Bonneville Sceneggiatura: Daniel D. Davis Fotografia: Jeffrey L. Kimball Montaggio: Anita Brandt-Durgoyne, Lisa Fuchtman Musiche: Jeff Cardoni Interpreti: Jessica Lange, Kathy Bates, Joan Allen, Christine Baranski, Ton Skerritt Produzione: SenArt Films, Drop of Water Prod. Usa 2007 colore 93’ |
C’erano una volta il vedovo Jack Nicholson e la sua elaborazione del lutto coniugale a spasso per l’America. Il film, del 2002, era A proposito di Schmidt e portava la firma di Alexander Payne, che del road movie esistenzialista è maestro indiscusso. Sostituendo un Jack con una Jessica (Lange, rafforzata dalle comprimarie Kathy Bates e Joan Allen) e aggiungendo un posto in Cadillac per le ceneri in urna del caro estinto, la ricetta del filone resta pressoché invariata. Genere cinematografico e Canyon al tramonto a parte, i due film in questione hanno ben poco da scambiarsi: Quel che resta di mio marito del debuttante Christopher N. Rowley è una pallida pennellata se confrontato alle incisioni di sangue e personalità regalate dalla coppia Payne-Nicholson. Ma tant’è. E nulla da replicare alle legittime (e buone) intenzioni del giovane regista californiano di mettere per iscritto prima, e per filmato poi, un estratto della biografia dell’adorata nonna Arvilla. Tale, infatti, è rimasto il nome della protagonista che, alla morte dell’inseparabile marito ridotto in cenere per sua volontà in extremis, è vittima della figliastra Francine (Christine Baranski) che la ricatta minacciando di sottrarle la casa coniugale se non le consegnerà l’urna paterna per adeguata sepoltura. Il problema è che l’idealista Arvilla pare più incline a spargere gli amati resti per il mondo, come da volere del compianto. Ma, incitata al buon senso dalle inseparabili amiche, decide di partire con loro e con l’urna in tasca, dall’Idaho alla volta della California dove Francine l’attende per la restituzione di Quel che resta di suo marito, o del di lei padre, a seconda dei punti di vista. E qui si avvia il road movie, trittico di Thelma e Louise ingrigite con la vedova ex hippie, la single oversize Margene (Bates) e la mormona naive Carol (Allen) alla conquista di se stesse. Costruito a episodi-refrain sul tema portante, l’esordio di Rowley si lascia intuire dopo il primo quarto d’ora ma, almeno per le luminose interpretazioni delle tre signore e gli scenari di un’America da cartolina, si lascia vedere fino in fondo.
Anna Maria Pasetti