Mondo d’essai
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| di Marta Proietti |
| Focus sulla Indigo Film, che distribuisce i documentari “Il passaggio della linea” e “Bianciardi!” dopo il successo veneziano. In attesa de “Il divo” di Sorrentino… |
Sei film prodotti, di cui tre di Paolo Sorrentino, L’uomo in più, Le conseguenze dell’amore, e L’amico di famiglia; cinque documentari realizzati, due dei quali, Bianciardi! di Massimo Coppola e Il passaggio della linea di Pietro Marcello, presentati all’ultima Mostra internazionale del cinema di Venezia insieme al film La ragazza del lago di Andrea Molaioli; ultimo lavoro, in fase di produzione, è Il divo di Paolo Sorrentino, su Giulio Andreotti. È questa la storia della Indigo Film, la casa di produzione fondata nel 1999 da Nicola Giuliano, Carlotta Calori e Francesca Cima, vincitrice agli ultimi Incontri del cinema d’essai ad Asti del premio come migliore casa di produzione dell’anno. “Abbiamo iniziato la nostra attività – racconta Francesca Cima – con i cortometraggi e i documentari, cosa abbastanza consueta per un produttore perché è più semplice partire da prodotti meno impegnativi e più agili. A questo posso aggiungere che il documentario è un genere che ci appassiona molto ed è per questo che continuiamo a produrne”.
Dopo la buona accoglienza avuta alla Mostra di Venezia, che diffusione avranno i due documentari Il passaggio della linea e Bianciardi!?
Premesso che questi due documentari sono molto diversi l’uno dall’altro e che quindi avranno anche un percorso differente, ci piacerebbe che potessero avere una prima distribuzione in sala e per questo abbiamo chiesto una collaborazione alla Fice. Ci sono esercenti che fortunatamente si ostinano a voler diversificare la loro programmazione e nelle loro sale propongono anche documentari. Ovviamente pensiamo anche ad un adeguato accompagnamento perché il documentario ha bisogno di iniziative ad hoc che permettano al pubblico di poterlo apprezzare in sala. Non c’è nulla di più sbagliato di imporre al pubblico una cosa che non è pronto a vedere. Vorremmo inoltre organizzare un percorso nelle università. Per quanto riguarda la tv, Il passaggio della linea è stato acquistato da Rai Tre che ha uno spazio in seconda serata apposito per i documentari. Speriamo che anche Bianciardi! incontri l’interessamento della televisione e, considerando che il documentario è dedicato allo scrittore e giornalista Luciano Bianciardi, vorremmo che approdasse anche in libreria accompagnato da una pubblicazione.
Quanto è difficile fare il produttore in Italia?
È molto difficile perché non si può dare nulla per scontato e perché non ci sono margini di guadagno che consentono di avere una struttura più indipendente. Siamo un po’ troppo alla mercé dei due finanziatori: Medusa e Rai Cinema. Si è creato inoltre un circolo vizioso, perché se non hai i finanziatori alle spalle è difficile anche avere un sostegno dal ministero per le Attività Culturali. E questo significa che sono i finanziatori a decidere che film fare, creando un pesante vincolo dal punto di vista artistico. A questo si aggiunge che in Italia non c’è un vero mercato: mentre ad esempio in Francia anche la pay tv e i provider investono nella produzione di un film, qui non accade e i referenti finanziari sono sempre gli stessi.