North COUNTRY – LA STORIA DI JOSIE
North Country

di Niki Caro
Sceneggiatura: Michael Seitzman dal libro di Clara Bingham e Laura Leedy Gansler
 Fotografia: Chris Menges
 Montaggio: David Coulson
 Scenografia: Richard Hoover
 Musiche: Gustavo Santaolalla
 Interpreti: Charlize Theron, Frances McDormand, Sean Bean, Woody Harrelson, Jeremy Renner, Sissy Spacek, Richard Jenkins, Michelle Monaghan
 Produzione: Nick Wechsler Prod. con Participant Prod.
 Distribuzione: Warner Bros
 Usa 2005 – colore 126'

 

Dopo Monster, Charlize Theron torna ad interpretare un film di argomento civile, in cui i soprusi sulle donne sono al centro di una narrazione intensa e difficile. Se per entrare nei panni di Aileen Wuornos, la serial killer stuprata un numero imprecisato di volte e vissuta al limite della società per anni, la Theron aveva voluto essere diretta da una donna (Patty Jenkins), la stessa situazione si ripropone per North Country.

Per raccontare la lotta civile di un gruppo di operaie all’interno di una miniera nel Nord degli Stati Uniti, la produzione è ricorsa, giustamente, alla sensibilità di un’altra regista: Niki Caro. L’autrice de La ragazza delle balene segue la storia, ispirata a fatti realmente accaduti a metà degli anni ‘80, in chiave di dramma familiare. Anche qui, alla base di tutto, c’è uno stupro. Un figlio nato al di fuori del matrimonio cambia la vita della liceale Josie che, nella piccola comunità di minatori dove vive, è guardata con diffidenza per la sua bellezza e il suo anticonformismo. Quando la legge per la parità dei sessi sul lavoro impone alla miniera di assumere obbligatoriamente una quota di lavoratrici, le ragazze soffrono sul lavoro una vita d’inferno, subendo ogni sorta di oscenità, mobbizzate in ogni momento della loro giornata lavorativa. Insulti, parolacce, ammiccamenti, tentativi grossolani di approcci sessuali, falli di plastica e feci negli armadietti costituiscono il repertorio maschilista e grossolano attraverso cui gli operai maschi torturano le loro sfortunate colleghe.

La reazione di Josie è esemplare ma ha tutti contro, non solo la sua famiglia. Perfino le compagne di lavoro preferiscono “l’inquieto vivere” retribuito piuttosto che la disoccupazione. Josie, però, non demorde: venuta a contatto con un avvocato di fama che aveva lasciato da giovane la piccola città industriale per andare a giocare a hockey (finalmente un ruolo adeguato alle capacità drammatiche di Woody Harrelson), la donna decide di andare a fondo della questione, anche se questa battaglia legale le costerà moltissimo sotto il piano personale.

Doloroso e difficilissimo da guardare per gli spettatori di sesso maschile che non possono non vergognarsi dei propri simili, North Country oltre ad offrire una notevolissima interpretazione di Charlize Theron, affascinante nonostante gli abiti da lavoro, è un film importante sotto il piano civile e politico. Oltre a ricordare a quale prezzo siano stati conquistati i diritti civili delle donne e non solo, il film è un dramma in cui le dinamiche familiari e sociali sono esplorate in maniera non banale. Equilibrato, sebbene con una vaga tendenza a sfogare la tensione emotiva nel melò, North Country è un film femminile che non è appannaggio esclusivo delle donne, ma di un pubblico più ampio interessato non solo allo sviluppo e all’evoluzione dei diritti civili, ma soprattutto alla loro difesa, prima ancora che nei confronti della violenza psicologica domestica o sul lavoro, soprattutto contro forme di qualunquismo pericolose per la loro facilità e ignoranza. Una pellicola importante, impreziosita dall’interpretazione di un cast eclettico che oltre a Sean Bean e Frances McDormand annovera Sissy Spacek e Richard Jenkins (Six Feet Under) nel ruolo dei genitori della protagonista, lacerati tra l’amore per la figlia e il perbenismo dei presunti “amici e vicini”.

Marco Spagnoli


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