Intervista
Maya Sansa “Contronatura”

di Franco Montini
LA DONNA DEL BOSCO
Un rapporto strettissimo, morboso tra un fratello e una sorella, l’intrusione di una donna al centro dell’esordio di Tofanelli.

 

Fra i protagonisti di Contronatura, esordio nel lungometraggio di Alessandro Tofanelli, c’è Cornelia, una ragazza fragile, problematica, sofferente, ma Maya Sansa confessa di essersi molto divertita ad interpretarla. “Quando si affrontano ruoli estremi, lontani dalla propria esperienza e dalla propria personalità – spiega l’attrice – bisogna affidarsi all’immaginazione ed io trovo la cosa estremamente stimolante. In più ho potuto costruire il personaggio confrontandomi in continuazione con Andrea Di Stefano, che nel film interpreta la parte di Giacomo, il fratello di Cornelia. Insieme avevamo già lavorato ne Il vestito da sposa di Fiorella Infascelli e fra noi c’è un rapporto di grande amicizia, quasi un legame fraterno che ci ha aiutato ad entrare nella storia. Ci siamo chiesti come e perché Giacomo e Cornelia vivano così isolati, quasi senza contatto con il mondo esterno e cosa abbia determinato le loro stranezze. Poi sul set c’è stata la possibilità di improvvisare, di fornire un contributo creativo superiore al solito”.

In che modo ci si riesce a calare in personaggi così contraddittori e difficili come Cornelia?

A volte è effettivamente difficile, nel caso specifico proprio per essere maggiormente concentrati sulla storia e sui rispettivi personaggi, sia io che Andrea abbiamo vissuto per il periodo delle riprese del film in case isolate, molto spartane, ubicate all’interno della macchia di San Rossore, dove è ambientato il film, assai simili a quella dove vivono Giacomo e Cornelia. Si è trattato di un'immersione volontaria, ma anche molto ludica. In questo caso, infatti, era importante sottolineare il rapporto esclusivo, quasi morboso fra i due fratelli. In particolare, per Cornelia Giacomo è un fratello ma anche un padre e un amante, in breve tutto ciò che la figura maschile può rappresentare per una donna. Per questo la sua reazione, quando nella vita dei due fratelli appare un’altra donna, è così violenta e rabbiosa, quasi animalesca. Tornando al metodo, vorrei tuttavia precisare che, almeno per ciò che mi riguarda, non esiste un modo specifico per entrare nel personaggio. Ci sono casi in cui cerco di restare coinvolta nella storia anche lontano dal set, altri nei quali l’immedesimazione diventa più naturale.

Cornelia è un personaggio oltre la normalità. Tuttavia, se si pensa ai ruoli interpretati ne La balia, in Benzina, in Buongiorno notte, lei ha già impersonato varie ragazze un po’ selvagge, spesso silenziose, dal carattere scostante e difficile.

Implicitamente vuole sapere se anche nella vita sono un po’ così? No, non credo, tuttavia c’è qualcosa dei personaggi citati che mi piace e che anche nella realtà cerco di condividere: è l’aspirazione all’indipendenza.

Come sceglie i film da fare o da rifiutare?

Il primo rapporto con un film è la sceneggiatura, che si può trovare interessante o meno. Successivamente si incontra il regista: mi è capitato spesso di leggere delle sceneggiature che mi sono molto piaciute, ma incontrando l’autore ho cambiato idea, così come mi è capitato il contrario. Insomma per me la cosa che più conta nella scelta di un film è la sintonia con il regista.

Nella carriera di un attore credo sia inevitabile qualche rimpianto, ovvero dei film che si sono fatti e che, col senno di poi, non si accetterebbero e viceversa. Anche lei è pentita di qualche scelta?

Ci sono film che ho interpretato e che non mi sono piaciuti, ma non mi sembra corretto fare nomi pubblicamente. Quanto ai film rifiutati sono davvero pochissimi, anche perché non è che finora sia stata subissata di richieste. All’inizio la carriera di un attore è più determinata dalla fortuna che dalle scelte.

Nella sua filmografia non appare neppure una commedia: anche questo solo per una questione di fortuna?

Mi piacerebbe molto confrontarmi con la commedia, ma credo di non essere molto adatta alla commedia italiana, che ha un tono prevalentemente grottesco. Mi vedrei meglio in una commedia sofistica, leggera, sul modello inglese, tanto per restare in Europa. Questo non significa che non apprezzi alcuni commedianti italiani: ad esempio trovo geniali e divertentissimi Aldo, Giovanni e Giacomo, ma mi pare che nel loro cinema ci sia poco spazio per le donne, a parte Marina Massironi, che tuttavia fa, per così dire, parte del gruppo.

E’ anche per questo che attualmente vive a Parigi e sta studiando francese?

"La scelta non deriva da motivi direttamente professionali. Oltre all'italiano parlo correttamente inglese e da molto tempo avevo voglia di cimentarmi anche con un'altra lingua: è capitato un periodo di tregua professionale e ne ho approfittato. Ma non ho avuto alcuna concreta proposta di lavoro in Francia.

E il prossimo impegno professionale?

Non è di cinema e non saprei neanche io come definirlo precisamente. Si tratta di un work in progress sulle Metamorfosi di Ovidio. In poche parole un lavoro di ricerca da realizzare sull’isola di Stromboli che prelude ad uno spettacolo, anche se il fine ultimo non è lo spettacolo.

 


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