Inside Gola Profonda
Inside Deep Throat

di Fenton Bailey, Randy Barb
Sceneggiatura: Fenton Bailey, Randy Barbato
Montaggio: William Graybrun, Jeremy Simmons
Musiche: Daniele Luppi, David Benjamin Steinberg
Interpreti: Tennis Hopper (voce narrante), Peter Bart, Carl Bernstein, Tony Bill
Produzione: Imagine Entertainment, HBO, World of Wonder
Distribuzione: Mikado
Usa 2005 – colore 92’

 

C’era una volta un parrucchiere di nome Jerry Gerard, subito conosciuto come Gerard Damiano. Ci troviamo negli anni della contestazione, periodo storico ricco di contraddizioni e utopie. Damiano passa il suo tempo ad ascoltare i clienti del suo salone, dediti a parlare esplicitamente di sesso e, in quel momento, intuisce che quell’argomento poteva essere portato sullo schermo.

Siamo ora nel 1972, nasce “Gola profonda” che, costato 25.000 dollari e girato in sei giorni, ne ha incassati più di 600.000. E’ la prima volta che la società americana affronta così apertamente il tema del sesso. La particolarità di questo film viene dato anche dalla distribuzione, che non passa più per le sale riservate ai film a luci rosse, ma rientra nel normale tessuto urbano, dando nuova luce allo stesso genere, tuttora in vigore. Nasce anche un’anti-attrice, un’icona del periodo underground, una bellezza facilmente (ir)raggiungibile: Linda Lovelace.

Trentatre anni dopo, il produttore Brian Grazer (“A Beautiful Mind” e “Il Grinch”, film diretti da Ron Howard), produttore del documentario non accreditato, e lo studio Universal Pictures ci ri-raccontano questo mito indimenticabile e acceso. Lo fanno affidando la regia a Fenton Bailey e Randy Barbato, già autori del film shock “Party Monster”.

“Inside deep throat”, premiato al Sundance Film Festival 2004 e presentato all’ultimo Festival di Berlino, è il classico documentario americano che ripercorre le principali tappe del film, utilizzando nuove e vecchie interviste ai personaggi dell’epoca, spezzate da nuovi o vecchi materiali d’archivio. L’intento degli autori è quello di rielaborare un discorso più chiaro rispetto al periodo, cercando di indirizzare il film come fenomeno culturale rispetto ad una chiave di lettura propriamente hard. Bailey e Barbato hanno girato più di ottocento ore di interviste, montate nell’arco di un anno e mezzo.

Il documentario, più che mostrarci il film o i film di Damiano, ci racconta l’epoca: l’America in crisi con una società spaccata in mille pezzi; il perbenismo bigotto che stava per trasformarsi in violenza; il richiamo e la tendenza a mettere in discussione il Primo Emendamento della Dichiarazione dei Diritti, quello sulla libertà di parola e di espressione, che ha fatto di un tabù, paradosso dei paradossi, un cliché oggi pienamente abusato. La scelta di revisionare “Gola profonda” si colloca in un discorso più ampio, cogliendone contraddizioni e idee. Ben bilanciato, il documentario si riempie a poco a poco di colori, scene che oscillano tra l’ironico, l’irriverente passando poi verso il registro drammatico.

Davide Zanza


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